In questo Sito/Blog parliamo di Comunicazione, Internet, Marketing e Televisione. Comunicafe.tv va in onda come format televisivo su Telestense e Telesanterno; interagisci con gli ospiti in studio, lascia i tuoi commenti su questo Blog.

Comunicafè in onda il martedi' alle 23.00 su telestense e il mercoledi' alle 23.30 su Telesanterno
La comunicazione al servizio delle imprese, degli enti e delle istituzioni pubbliche.
Nell'era dell'informazione in tempo reale, qualcuno suggerisce che ogni impresa è ciò che comunica. Forse, in prima battuta, l'azienda rimane sempre e comunque ciò che produce, beni o prodotti, servizi o informazione. Però, è indubitabile che subito dopo la qualità del prodotto (o servizio), il secondo fattore caratterizzante di un'impresa sia proprio la sua comunicazione.
Il programma condotto da Elisa Stefanati con la collaborazione di professionisti del settore come Luca Targa titolare dell'agenzia di comunicazione Inside Btb di Ferrara, Massimo Boraso Project Manager e CEO dello Studio Boraso.com e Claudio Bighinati responsabile marketing del gruppo Publivideo2 di Bologna si occuperà delle forme, dei linguaggi, dell’evoluzione dei mezzi, delle tecnologie e della cultura della comunicazione. Un opportunità per scoprire curiosità, storie, aneddoti e trucchi e segreti del linguaggio pubblicitario, cinematografico, dell’arte della letteratura della cultura e del web in una parola di tutto cio’ che è comunicazione.


16 febbraio 2007

Ottava puntata di Comunicafè

Il tema trattato nel corso della puntata è stato quello della Comunicazione nel Settore Immobiliare.

6 Comments:

alessandro said...

ho paura che un aumento dei tassi da parte della bce porti allo scoppio della bolla speculativa sugli immobili, voi cosa ne pensate??

9:02 AM

 
stefano said...

Ho seguito la puntata di Martedì scorso in cui era presente come ospite il Signor Ted Tomasi. Volevo chiedervi se adottare una strategia comunicativa come quella dei Tomasi, in cui l’imprenditore si espone ai media in prima persona, e diventa dunque il principale testimonial delle sue campagne, possa ritenersi una strategia vincente. Questo sistema aumenta sicuramente la fiducia del consumatore (modello Giovanni Rana) ma rischia, a mio giudizio, di creare in futuro dei problemi quando dovrà esserci l’inevitabile cambio generazionale.
Quando non potrà più apparire il testimonial/titolare non si rischierà una perdita di fiducia nei consumatori verso l’azienda? Ciao

2:17 AM

 
Luca Targa said...

Caro Stefano voglio risponderti innanzitutto dicendoti che in assoluto “la migliore strategia comunicativa possibile” non esiste se non applicata al singolo caso. Nei due casi da te citati (Tomasi, Rana) questo esporsi in prima persona ha fatto sì che il cliente finale avesse un contatto, se pur filtrato dai media, con una controparte aziendale ben definita nella figura del titolare. Sia Tomasi che Rana hanno tratto enormi benefici da ciò, infatti sono riusciti a fidelizzare i propri clienti e ad accrescere i loro fatturati.
Questa strategia è però molto rischiosa poiché l’intera immagine aziendale va a legarsi imprescindibilmente al testimonial e arriva a dipendere esclusivamente da questo, sia nel bene che nel male. Essendo il titolare stesso il testimonial della sua azienda e quindi ad essa legata imprescindibilmente, in caso di problemi legati alla sua immagine, sarà difficilmente possibile cambiare la percezione che l’utente finale assocerà alla stessa.
Per ciò che concerne la sostituzione legata ai problemi generazionali questo non comporta una perdita di fiducia da parte dei clienti già ampiamente fidelizzati; potrebbe invece creare alcuni problemi in tutta quella fascia di target dei cosiddetti “indecisi”.

12:20 AM

 
Luca Targa said...

Caro Alessandro, pur non essendo un economista proverò a risponderti in qualità di imprenditore. So per certo che alcuni analisti hanno previsto che il prezzo degli immobili subirà una forte riduzione nei prossimi anni; io francamente sono scettico a riguardo.
Come saprai nell’ultimo decennio l’applicazione da parte della Bce di tassi d’interesse molto bassi, dettata da una situazione internazionale precaria, ha fatto si che molte famiglie ritenessero più conveniente accendere un mutuo a lungo termine piuttosto che pagare onerosi affitti, determinando così la lievitazione della domanda degli immobili e il conseguente aumento del prezzo degli stessi. Negli ultimi anni, a livello comunitario il trend sembra cambiato, la Banca Centrale Europea ha infatti cominciato ad aumentare il costo del denaro. Secondo il mio personale punto di vista il settore immobiliare continuerà ad essere uno dei più remunerativi per gli investitori, anche se probabilmente non si raggiungeranno più i picchi dello scorso decennio. In Italia la domanda resta e resterà comunque elevata anche grazie alla propensione “italiana” a vedere nel mattone uno degli investimenti più sicuri nonostante i prezzi alti.

12:21 AM

 
Giancarlo said...

In trasmissione si è accennato al concetto di marketing territoriale, volevo sapere quali sono i suoi possibili risvolti sul settore immobiliare. Grazie…Ciao!!

2:38 AM

 
Luca Targa said...

Caro Giancarlo,
le possibili conseguenze di un forte sviluppo territoriale, legato ad un’ottima strategia di marketing ad esso applicato, possono essere sostanzialmente due, ed entrambe determinate dal piano regolatore cittadino:

a) un intenso sviluppo territoriale porta inevitabilmente ad un aumento demografico con conseguente aumento della domanda degli immobili. Se il piano regolatore consente nuove costruzioni, ovvero insieme alla domanda cresce anche l’offerta, non ci sono rincari nei prezzi di affitto e di acquisto.
b) In caso contrario, ovvero se il piano regolatore impedisce la costruzione di nuovi immobili, con un aumento della domanda legato ad un’offerta immutata cresce inevitabilmente anche il prezzo di acquisto e di affitto.

4:01 AM

 

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